Abelha – Ape

In Piemonte sono 13 le valli parlanti lingue d’hoc, che hanno dichiarato la loro appartenenza alla minoranza linguistica occitana.
Nei pressi di Mondovì, in Alta Val Tanaro, sorge il Santuario di Vicoforte, meta di pellegrinaggio per la venerata immagine della Madonna con Bambino.
Nel Santuario, gioiello architettonico-urbanistico, capolavoro di arte Barocca Piemontese che si fregia della più grande cupola ellittica del mondo, risiedono le tombe di alcuni reali Savoia.

Abelha – Ape

Abelha, vires tot lo jorn,
Entre flors de camp e garzillhas
Trabalh, trabalh, masque de trabalh
Tas alas esgairaas del temp
Te laissarèn muris en pàisia endiferença
Mas totun degun se’n esdonarè
Laisses de bòn mel, aquò es segur!
Ape, giri tutto il giorno
Tra fiori di campo e acacie
Lavoro, lavoro., solo lavoro
Le tue ali rovinate dal tempo
Ti lasceranno morire in una calma indifferente
Ma comunque nessuno se n’accorgerà
Lasci del buon miele, questo è sicuro!
Poesia di Daniele Dalmasso. Raccolta “Linhas de temp” (Edizione Chambra d’Òc)

Lo temp – Il tempo

La cittadina di Bagergue, in Val d’Aran (Sergi Reboredo/ ZUMA Press Wire, ANSA)

L’occitano o lingua d’oc è parlata in Occitania, regione storica comprendente gran parte del sud della Francia, la catalana Val d’Aran in Spagna, il principato di Monaco e le Valli Occitane in Italia.

Nella Val d’Aran lo sforzo di preservare questa antichissima lingua, è stato riconosciuto a livello ufficiale. A inizio anni Novanta, l’arnese, dialetto occitano, è stato infatti riconosciuto come lingua autonoma dal governo catalano.

Il tempo – Lo temp

Poesia di Daniele Dalmasso. Raccolta “Linhas de temp” (Edizione Chambra d’Òc)

dal web.

Plòu- Piove

Il patrimonio linguistico occitano è giunto a noi attraverso la trasmissione orale, ma anche grazie alle preziose testimonianze di poeti.

Vërnant in piemontese, Lo Vernant in provenzale alpino, è un comune della Valle Vermenagna, che rientra tra i territori della minoranza linguistica storica occitana e paese di origine di Daniele Dalmasso, autore della raccolta “Linhas de temp”.

Plòu Piove

Plòu sus la draia, aüra plòu
Mas siu segur, la quitarè
A sempre quitat fins aüra
Donca la quitarè decò esto bòt

Coma es bèla la plueia
Te possa a cerchar un abric
A te fermar
A ardreiçar l’ideas
O pas pensar a ren
Piove sul sentiero, adesso piove
Ma son sicuro, smetterà
Ha sempre smesso fino ad oggi
Quindi smetterà anche sta volta

Come è bella la pioggia
Ti spinge a cercar riparo
A fermarti
A ordinare le idee
O non pensare a nulla

Le langue d’oc

L’Occitano, lingua romanza derivata dal latino, si sviluppò alla fine dell’impero romano. Il termine occitano si deve a Dante Alighieri, che classificò per primo le parlate individuando tre idiomi: lingua del sì, italiano, lingua d’oil, oiltano o francese, e lingua d’oc, dal latino hoc est, è questo), occitano. Il termine occitano iniziò ad essere impiegato per le regioni in cui si parlava la lingua d’oc.
L’Occitano è parlato in Spagna (Val d’Aran), Francia (Alvernia, Guascogna, Lengadòc, Limosino, Delfinato, Provenza) e in Italia, nelle valli del Piemonte occidentale, vi sono comunità occitane che parlano la lingua d’oc, quella dei poemi cavallereschi e dei trovatori medievali.

Poesia di Daniele Dalmasso. Raccolta Linhas de temp

Prim jour
T’ai tengua si genolhs
Eres just naissua
Quora as dubèrt lhi uelhs
Per un moment
Ai vist tuchi lhi reires
Retornats al mond
Abo tu

Primo giorno
Ti ho tenuta sulle ginocchia
Eri appena nata
Quando hai aperto gli occhi
Per un momento
Ho visto tutti gli antenati
Ritornati al mondo
Con te