Nespolo Comune

Nespilus germanico (famiglia Rosacee – Pomacee)

Nespolo comune
                     Elaborazione grafica di Lucia Giordano

Questo arbusto selvatico originario della Grecia cresce spontaneo in zone collinari e montane. Viene coltivato nei giardini a scopo ornamentale per il fogliame verde ramato e bellissimi fior bianchi.
I frutti sono ormai dimenticati. Nei tempi di economia di sopravvivenza erano molto apprezzati dai bambini ansiosi di trovarli in mezzo alla paglia dove venivano sistemati per maturare.

     Si dice “con il vento e con la paglia maturano le nespole”.

Nelle fiere di fine autunno, le nespole erano presentate in ceste di vimini e acquistate per fare le confetture.
A maturazione raggiunta venivano sbollentate e passate al setaccio per eliminare i noccioli, buccia e la corona ruvida.
I frutti acerbi allappano come i caci.
Se maturi hanno un sapore tannico e leggermente acidulo come quello del vino rosso.

Sinonimi:
pocio, puciu, cul du can…

Diffusione:
zone collinari e montane, tra ruderi abbandonati e vecchi giardini soleggiati.

Periodo di raccolta:
ai primi geli, si fanno maturare nella paglia in ambienti a temperatura costante.

Parti utilizzabili:
frutti e foglie

Proprietà:
astringenti, antiglicemiche, diuretiche, nelle affezioni di bocca, gola e funzioni intestinali.

Sostanze attive:
tannino, carboidrati, acido citrico e tartarico, mucillaggini e vitamine…

Usi:
infuso di foglie, confetture, sciroppi, gelatine, liquori…

Altri usi:
erboristeria, tintoria e concerie…

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La mia ricetta: 

CROSTATA DI NESPOLA COMUNE

Ingredienti:
pasta per crostate (Brisée)
confettura di nespole (oggi introvabile nei supermercati)
confettura di pere
scorza di arancia grattuggiata finemente
liquore di mirtillo


Procedimento:
Distendete un foglio di pasta brisée nella teglia. Lasciate un margine per contenere la confettura.
Tenete un poco di pasta da parte per fare delle striscioline. 

Disponete sulla pasta la confettura di nespole e uno strato più sottile di confettura di pere.
Spargete un velo di scorza di limone ed uno spruzzo di liquore di mirtillo. 
Con le striscioline di pasta fate un reticolato.
Mettete a cuocere in forno fino a completa doratura.

Pungitopo

Ruscus aculeatus (famiglia ruscacee-liliacee-asparagee)

Elaborazione grafica di Lucia Giordano

Il pungitopo è una pianta perenne di colore verde intenso luminoso che cresce nei boschi, sottoboschi, in macchie asciutte sassose, ha estremità pungenti e sopravvive al freddo dei mesi invernali. Viene anche coltivato ad alberello vicino alle abitazioni come portafortuna e ornamento natalizio. Le bacche prodotte dai fiori femminili sono di un rosso acceso brillante, visibili a distanza e propagano senso di festa, bellezza, serenità.
Ha un fusto eretto striato ramificato, simile all’agrifoglio, ma  cespuglio e di dimensioni ridotte, a volte in simbiosi con il vischio.

Il rizoma strisciante ha un leggero odore di trementina.
Il pungitopo viene coltivato anche sui balconi in vaso con terriccio acido, posizionato in zone ombreggiate e non esposte a temperature rigide.

 


I getti nuovi, teneri, assomigliano agli asparagi e si cucinano allo stesso modo.
Un tempo venivano seccati, tostati e macinati come surrogato del caffe per il loro sapore amarognolo.
Sminuzzati e macerati aromatizzano il vino bianco.

Con i rami si facevano le spazzole per pulire il camino.

Sinonimi:
Agrifoglio, rusco, spongiarat, spimarat….

Diffusione:
Nelle boscaglie….

Periodo di raccolta:
I getti in primavera, aprile, maggio, i turioni ottobre, novembre.

Parti utilizzabili:
Turione, foglie, cortecce, getti.

Proprietà:
diuretico, antinfiammatorio, espettorante, antireumatico, depurativo, abbassa la pressione arteriosa, contrasta gli edemi (varici, cellulite, piedi gonfi)…

Sostanze attive:
Glicossidi, saponinici, tanini, ilicina, acido salicilico…

Usi:
Tisane, decotti, impacchi. In cucina, per insaporire risotti, antipasti, frittate ecc….

Altri usi:
Erboristeria e nella composizione dei farmaci…

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La mia ricetta: 

LOMBO DI SUINO CON GERMOGLI DI PUNGITOPO

Ingredienti:
Lombo di maiale
cipolline borretane
burro
pancetta
salciccia
brodo vegetale
vino bianco aromatizzato
germogli di pungitopo sott’olio


Procedimento:
Infarinate il lombo e rosolatelo nel burro, aggiungete salsiccia e dadini di pancetta, spruzzate abbondante vino bianco aromatizzato e lasciate sfumare, unite le cipolline borretane e appena appassite coprite il tutto con brodo vegetale.
A cottura ultimata guarnite il piatto con abbondanti germogli sott’olio.

Il crescione d’acqua

Nastrurzio officinale (famiglia Brassicacee – crucifere)

Elaborazione grafica di Lucia Giordano

E’ una pianta erbacea perenne, già usata nell’antichità, la cui fama si è conservata attraverso il tempo.
La sua infiorescenza è a grappolo, il frutto ha numerosi semi ed il fusto è alto fino ai 70 cm.
Cresce spontaneamente lungo i corsi d’acqua tranquilla a lieve scorrimento. E’ possibile anche coltivarlo in bacini di acqua sorgiva.
Si raccoglie in primavera prima della fioritura, è consigliabile evitare la cottura e il disseccamento per non perdere le proprietà medicinali.
La pianta di crescione è ottima per il sapore gradevolmente amarognolo e piccante. La principale caratteristica è la prevenzione delle alopecie e della caduta dei capelli, con frizioni costanti sul cuoio capelluto ne facilita la ricrescita.
Importante evitare la raccolta se la zona è inquinata o frequentata da greggi di pecore e montoni che posso trasmettere la malattia “Douve du fois”

Sinonimi:
ascione, agretto, sanacione, nastruzzu de riu…

Diffusione:
lungo i corsi d’acqua limpida a scorrimento lento in luoghi ombrosi fino a 2000 m  di altitudine…

Periodo di raccolta:
in primavera prima della fioritura.

Parti utilizzabili:
la pianta intera.

Proprietà:
diuretiche, aperitive, digestive, anti-anemche, balsamiche, depurative, cicatrizzanti e rivitalizzanti dei bulbi piliferi (capelli) …

Sostanze attive:
vitamina D e altre, calcio e altri minerali, flavonoidi, carotene, acido nicotinico, cobalammina, gluconastuzzina …

Usi:
infusi, succhi, distillati, sciroppi, oli essenziali, guarnizioni pietanze …

Altri usi:
farmacia, erboristeria, cosmetica…

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La mia ricetta: 

INSALATA DI CRESCIONE

Ingredienti:
100 g crescione fresco
6 olive snocciolate
1 limone
1 uovo e 1 tuorlo sodi
1/2 cipolla bianca
1 mela renetta
scaglie di formaggio stagionato
olio e sale

Procedimento
lavate accuratamente il crescione, tagliate le cipolle e la mela a fettine sottilissime, unite subito il limone per evitare l’ossidazione della mela. In seguito unite le olive, le scaglie di formaggio e le uova sode. Condite con olio e sale quanto basta. Mescolate delicatamente.

IL TARASSACO

Tarassaco (famiglie composite)

 

immagine-articolo-Recuperato

Nei periodi difficili, quando gli alimenti scarseggiavano, le persone si nutrivano di vegetali che raccoglievano nei prati e nei boschi. Il tarassaco nutriva anche gli animali da cortile, indispensabili per la sopravvivenza. Per questa ragione, un nome dialettale di questa erba è “Gallina grassa”.
Dal fiore giallo le api raccolgono il nettare da cui si ottiene l’ottimo “Miele di Tarassaco” di colore giallo vivo.

Sinonimi:

dente di leone, soffione, cicoria matta, fiorino d’oro, pissenlit…

Diffusione:

nei campi incolti, nei pascoli alpini fino a 2000 metri di altitudine, si trova anche nelle fessure del lastricato. I fiori gialli si trasformano in sfere piumose.

Periodo di raccolta:

foglie in primavera, radici in autunno.

Parti utilizzabili:

radici e foglie non oltre i 10/15 cm di altezza.

Proprietà:

toniche, lassative, antireumatiche, depurative del sangue, stimolanti del fegato…

Sostanze attive:

vitamine, minerali, tarassicina, flavonoidi, tanini…

Usi:

insalate, infusi, decotti, trito verde, torrefazione (simil caffé)

Altri usi:

foraggio, olio essenziale, vino, estratti per farmacia, erboristeria, cosmetica…

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La mia ricetta
Insalata di tarassaco

100 g tarassaco tenero
50 g songino (valerianella)
50 g spinacino
30 g radicchio dolce rosso
10 pomodorini datterino
10 ciliegine di mozzarella
2 uova bollite (8/9 minuti)
5 noci

Condite con olio aceto e sale (vinaigrette)

 

LA ROSA CANINA

Rosa canina (famiglia rosacee)

La rosa canina è una rosa selvatica, che cresce nelle macchie e fra le siepi dal mare alla zona alpina, in prevalenza al margine dei sentieri e dei boschi.

SINONIMI:
Rosa selvatica, rosa di macchia, rosella, rosa delle siepi, grattacuille.

PERIODO DI RACCOLTA:
Petali maggio – Frutti settembre/ottobre – Foglie giovani.

PARTI UTILIZZABILI:
Petali – Frutti – Foglie.

PROPRIETA’:
Lassativa – Depurativa – Rinfrescante – Vermifugo.

SOSTANZE ATTIVE:
Vitamina C – Tanini – Polifenoli.

USI:
Infusi – Decotti – Confetture – Gelatine – Olio essenziale.

ALTRI USI:
Cosmetici – Farmaceutici

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 La mia ricetta 

Elisir al sapore di rosa canina
Si macera per un mese 100 gr di frutti secchi, 50 gr di zucchero e 300 gr di alcool a 50°.
Trascorso questo tempo si cola e si addiziona con 200 gr di acqua.

Viene utilizzato come tonico ed energetico consumato a bicchierini.