Albergo

Un amico, a cui devo riconoscenza, mi prega di andare con lui a Caserta dove ha fatto il servizio militare e di cui ha molti ricordi. Arrivati a Caserta in tarda serata, per telefono prenotiamo l’albergo che lui frequentava da militare. Mi fido. Giunti finalmente a destinazione, scelgo per me la camera con due finestre perché fa un gran caldo. Fatico a prendere sonno; alcuni ragazzi vanno e vengono sulle scale vicino alla mia camera, ridono e scherzano come fossero all’aperto. A fatica mi addormento, poi mi sveglio per i latrati dei cani nelle stradine adiacenti, sono continui e fastidiosi. Chiudo la finestra, ma dall’altra parte sento un rumore assordante che non smette mai. Schiacciano il ghiaccio per la pescheria, chiacchierando a voce alta come fossero soli. Chiudo la seconda finestra e mi addormento. Dopo poco tempo mi manca l’aria, ho un leggero malore, mi getto sotto la doccia e mi riprendo. Scendo le scale per parlare al portiere ma è addormentato, allungato sotto il bancone della reception. Intanto i galli cominciano a cantare. Vado a bussare alla porta del mio amico che mi apre e mi sistema su una brandina. Finalmente dormo. Il mattino seguente cambiamo albergo. Visitiamo i maestosi appartamenti della Reggia con i bellissimi giardini Inglesi, le piante rare, il laghetto delle ninfee, le antiche rovine pompeiane. Sopra le cascate c’è l’oasi “La ghiandaia” con il laboratorio delle erbe, il museo della seta che un tempo era la cantina reale. Altrettanto interessanti sono le ricchezze storiche dei dintorni della città. Ringrazio il mio amico dell’opportunità che mi ha offerto di visitare indescrivibili meraviglie.

22 Replies to “Albergo”

  1. I tappi di gommapiuma per le orecchie…
    Non li amo ma mi assicurano molte piu ore di sonno.
    Qui, anche di notte le campane suonano ogni mezz’ora….
    Come farei , senza?

    In compenso hai visto Caserta , che io ho in lista da sempre…., Un po’ di invidia ce l’ho….!

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  2. E se dopo una notte così non hai neppure la reggia di Caserta da visitare? Arrivato per lavoro a Milano e avendo perduto l’indirizzo dell’albergo presso il quale avevo prenotato, mi sono rifugiato nel primo disponibile. Non l’avessi mai fatto. La finestra dava sulla strada dove transitava un tram che proprio sotto decideva se andare a sinistra o a destra con gran frastuono secco di scambio per tutta la notte. Anche con la finestra chiusa nulla da fare. E l’indomani mi è toccato andare in un ufficio dove incontrato le facce arcigne di alcuni miei superiori ( che dopo un colloquio mi hanno assegnato Caserta come prossimo luogo dove svolgere la mia professione: ma la Reggia era assai lontana).

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      1. Ma a me davvero la civetta concilia il sonno, il suo verso, per nulla lugubre, ha un che di rassicurante, mentre io m’addormento c’e’ chi lavora a far andare avanti il mondo 🙂

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