Imprudente

Nel mio borgo non ci sono mezzi di trasporto, gli abitanti fanno l’ auto stop, ci conosciamo tutti. Sono in macchina, un signore mi fa cenno, non lo conosco, penso che lavori alle poste, lo carico. Non parla, guardo nello specchietto, e noto che ha gli occhi stralunati e le sue mani sono vicino al mio collo; cosa faccio? Gli parlo con dolcezza, gli faccio dei complimenti, poi tocco la mia borsetta, quel gesto è sbagliato, mi urla: non sono un ladro, non esco dalla prigione ma dal manicomio. Gli offro un biscotto, lo rifiuta. Penso di fermarmi al primo bar ,ma è chiuso. Vuole andare al treno per raggiungere la figlia in orfanotrofio. Mi calmo, lo porto alla stazione, gli dò i soldi per un regalo alla figlia. Solo ora le gambe si mettono a tremare.

4 Replies to “Imprudente”

    1. Ti garantisco che quello sguardo e le sue mani a pochi centimetri dal mio collo, non li dimenticherò mai! Sono comunque ottimista e imprudente per natura.
      Credo di essere l’ultima persona rimasta che lascia le chiavi alla porta giorno e notte.

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