Il voto del gatto

gatto-caccia-uccello

[…]
Un certo gatto, golosissimo, non seppe un giorno resistere alla voglia di mangiarsi un usignolo, che il padrone aveva assai caro per la sua voce melodiosa.
Aprì la gabbia e fece un solo boccone del povero cantore.
Subito dopo fu preso da una paura maledetta e giurò agli Dei che, se fosse riuscito a evitare il terribile giudizio che lo minacciava, non avrebbe mai mangiato carne d’uccello, in vita sua.
Un poco la fortuna e molto la sua faccia tosta lo salvarono; nessuno sospettò di lui; non gli toccò neppure la più piccola minaccia: e da gatto di cuore esso cominciò la sua astinenza.
Ahi, come dura! Ma perseverava.
Volle però il caso che un giorno gli capitasse tra le unghie un pipistrello: fiera tentazione!
– No – disse il gatto – ho promesso.
Il pipistrello ha le ali e può essere considerato un uccello. Non lo mangio -.
E lo lasciò andare.
Ma lo stolto pipistrello, dopo un breve volo, tornò a cadere tra le grinfie del gatto.
– Ah! – esclamò il bravo micio – tu sei pipistrello, mezzo topo e mezzo uccello.
Come uccello prima ti ho salvato; ma ora, come topo, ti mangio -.
E lo ingoiò, soddisfacendo così la sua coscienza e la sua gola.

[…] Luigi Fiacchi

Tratto da ”Spera di Sole” antologia per la scuola media

*foto dal web A tutto sui gatti.it

 

56 pensieri riguardo “Il voto del gatto

  1. Non sapevo che esistesse un’antologia per ragazzi della scuole medie che si intitolasse “Spera di sole”.
    Come sai è il nome del mio blog. Il nome “speradisole”( tutto attaccato così ha voluto la piattaforma su cui scrivo), è il titolo della prima favola di Luigi Capuana intitolata appunto “Spera di Sole”, (che in siciiano significa raggio di sole), una favola che mia madre mi leggeva sempre. Bella e ripetitiva: “spera di sole, spera di sole, sarai regina se dio vuole”,
    Non sono siciliana ma emilana, comunque quelle favole di Capuana, sono un capolavoro.
    Grazie Ghiandaia, credo che il nome che hai scvelto sia ispirato alla campagna, e a qell’uccello colorato che spesso accompagnava gli agricoltori quando un tempo sfalciavo il fieno a mano. Scusa la lunghezza e anche le ripetizioni, ma seguo con piacer quello che scrivi.
    Un abbraccio

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