Prigione d’ oro

La villetta dell’ anziano Stefano è vicina alla mia. È abitudine scambiarci notizie nelle sere d’ estate. A volte ci facciamo confidenze. L’ altra sera mi ha detto: mi sento un cane bagnato e legato. Non ho più momenti di soddisfazione, pago di persona l’ essere stato in ospedale per una piccola operazione. Improvvisamente per la mia famiglia sono diventato un incapace, un invalido da guardare a vista. Non posso più andare nei prati dietro casa, uscire fuori del portico, andare in mezzo alla gente, usare il cellulare. La carta di credito non ti serve, provvediamo noi, gli amici in casa disturbano. Cosa è successo? Perché devono farmi sentire questo immenso vuoto? Hanno paura di essere coinvolti, di essere disturbati, non vogliono preoccupazioni di sorta. Dicono: Non stancarti, stai tranquillo, guarda la televisione, mangia quando vuoi, chiudi la finestra che ti ammali.
Sotto una veste di bontà c’è pura ipocrisia, egoismo e molto interesse. Sono un ombra, un rudere da museo, penso al passato, il presente mi dà un brivido. Se sento l’ esigenza di un amico devo parlare con me stesso. Qual è il problema di un vecchio? Non essere più giovane.

25 Replies to “Prigione d’ oro”

  1. Ma e’ giusto che “gli altri” riescano a farci stare tanto male?
    Stefano e’ una persona ragionante e amante della vita , come si potrebbe dirgli che qui ce ne siamo accorti e che non approviamo il comportamento di chi gli sta attorno?
    E se trovasse qualcuno che gli insegni a comunicare attraverso un blog …..?

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      1. Mio/a caro/a Amico/a
        Non devi scusarti. Io non sono un anziano, io posso solo essere Preistorico, dunque l’anzianità non mi tocca.
        Però penso che ogni anziano ha una vita bella o brutta da raccontare …… e nessuno chiede loro di raccontare …….. oggi tutti già sanno, e nessuno ha bisogno di sentire nessuno.

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  2. Per allegerirsi la coscenza mettono dei divieti, non fare,non fare,non fare,non sanno che dicendo questo li condannano a morte lenta come un carcerato sulla sedia elettrica.
    Di nipoti non se n’è parla.
    Gli amici sono l’unica sua salvezza,ma bisogna andarci cauti perché puo succedere che si viene allontanati dai parenti come la peste per paura che questo amico lo faccia per interesse come molte volte è capitato a me, vicini di casa anziani venivano a casa a chiedermi di aiutarli in casa per piccole cose.
    Una volta si trovo a venire una nipote che invece di ringraziarmi mi guardo come fossi una ladra.
    Aiutare senz’altro ma con attenzione perché adesso e sotto controllo quel poverino che purtroppo non e il solo.
    Un abbraccio

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  3. e mandare affan… i parenti…no? il mio vicino, guarda il caso, l’ha fatto e si è preso una governante, badante rumena …è rifiorito. l certo che li devi scludere da qualsivoglia eredità…insomma l’avidità e l’egoismo van combattuti con uguali armi. e il lamentarsi dell’invecchiamento non serve a niente , anche perché l’alternativa è morire giovani…. ciauuu

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  4. L’ultima tua frase deve diventare il motto per rivalutare l’anziano…
    L’altro giorno un 40enne arrogante ha infierito su un settantenne, chiamandolo “bacucco”, per un errore di manovra nel posteggiare ….
    Di solito non interferisco , ma stavolta mi è’ proprio uscito di bocca” guarda che se non schiatti prima diventi vecchio anche tu ……”
    Ero contenta della mia battuta e i presenti hanno guardato l’anziano con simpatia…

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  5. Non è facile. Non è facile essere giovani così come non è facile essere anziani: non in un mondo come il nostro…eppure siamo noi che lo rendiamo così, un giorno dopo l’altro.
    La vecchiaia non è una malattia anche se è facile che ne porti. Esiste poi quella che definisco “vecchiaia interiore” e quella non ha età e temo affligga i parenti di Stefano: questa sì che è davvero un problema, per chi ce l’ha e soprattutto per chi gli sta vicino (parlo per esperienza, che nel mio caso è doppia: vecchi “fuori”- ora – e anche – da sempre- dentro…non lo auguro a nessuno).

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  6. Ma siamo certi che i parenti sono dei carcerieri e degli ipocriti? Lui dice di pensare solo al passato e che il problema di un vecchio è quello di non essere giovane.Ma come si fa ad essere giovani se si pensa solo al passato e si guarda al presente con un brivido (che presumo non sia di piacere)?
    Non mi guardate con odio perché non difendo il vecchio. Io sono vecchio e con molti malanni addosso. Le mie giornate sono scandite dagli orari in cui devo assumere medicine. Ho quindi il diritto di non difenderlo senza che per questo si senta offeso.

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