Modista

La signora Mary, modista in pensione è ancora molto attiva. Ha sostituito l’ antico mestiere con quello di stilista abiti per cani. I suoi cappelli sfiziosi, lavorati a mano con velette di organza, velluti e nastri di ogni genere, sono ormai solo ispirazione per i nuovi clienti a quattro zampe. Ai ricami fatti a mano si sono aggiunti originali stampe, paillettes e brillantini. La sua figura ha uno stile particolare e quando si presenta alle sfilate degli amati cani è osservata per il suo abbigliamento fuori tempo tra il nobile e il regale. Il suo laboratorio è un museo, tappezzato di foto di oltre settanta anni di lavoro. Si raggiunge salendo la scala esterna di ardesia, attorniata dal vecchio glicine dai grappoli  color indaco i cui rami si attorcigliano fino a formare un pergolato sul bel terrazzo. Il recinto è fatto di antiche rose rifiorenti di tutti i colori. D’inverno la si vede dietro i vetri che guarda la strada; osserva se qualcuno passa e si tiene stretto il suo gattino, che a volte sale sul glicine e non è più in grado di scendere. Mary per recuperarlo sale sul balcone e si arrampica sul glicine agile come da giovane. In paese tutti le vogliono bene e quando è stata derubata della valigetta con il campionario, sono subito accorsi in aiuto. Il ladro per fuggire ha buttato la valigetta nel corso d’acqua che attraversa il paese. Gli abitanti si sono improvvisati pescatori seguendo la valigia fino alla chiusa, dove si smista l’acqua per bagnare gli orti e i giardini. Non è sola, perché si vede di tanto in tanto un signore molto più giovane che le fa visita. Si dice che sia ritornata una vecchia fiamma per la quale aveva molto sofferto e atteso.

catmint-cat-whiteFoto di ilmondoinungiardino.blogspot.it

Un compleanno

Per festeggiare l’invitato, sistemano i tavoli nel grande prato sotto i lampioni. Si aspetta che il sole tramonti, che il vento si calmi, poi con un cenno d’intesa si dà il via alla musica. Gli amici e conoscenti arrivano alla festa; c’è chi corre per scegliere il posto migliore, chi si siede e poi si alza e cambia più volte il tavolo, chi va e chi viene. In allegria, si beve, si mangia, poi iniziano i balli. C’è un tavolo con molte persone intorno, qualcuno si avvicina, sposta la sedia, altri in piedi ascoltano le avventure del paese:  Conoscete Toni che ogni volta alla domanda dei figli di portarli al mare risponde: andate sulla montagna, c’è un lago, il mare è uguale, solo più grande. Tutti vogliono raccontare. Sapete cos’è successo a Ciciot? È andato con Gino in montagna sul motocarro, con poca benzina. Giunti in alto il motocarro si ferma, non va ne avanti né indietro. Tornare a piedi è impossibile, sono troppo lontani. I cellulari sono ancora un sogno per alcune persone. Decidono: Gino tiene il volante e Ciciot lega una grossa fune e poi tira. Devono tornare a casa a qualsiasi costo. Nel tratto piano si va avanti, ma alla prima salita Ciciot suda e soffia, ma resiste; arriva la discesa, Ciciot deve correre più del motocarro per non essere schiacciato. Giunti alle prime case del paese Ciciot cade a terra, lo rialzano, gli danno da bere, e l’avventura è finita. Altri raccontano: Franco sapete cosa ha combinato? Entra in casa senza sapere che al piano rialzato ci sono ospiti; sente rumori, il letto scricchiola, si spaventa, prende il fucile da caccia, appoggia un scala al muro e sale, ma prima di guardare all’interno solleva il fucile a livello della finestra. Gli ospiti, sposini da due giorni, alla vista del fucile scappano spaventati in paese ancora in pigiama. Cala la notte, la gente felice rientra in famiglia al suono della musica. Al mattino alcuni ragazzi dormono ancora distesi sui tavoli e sognano i canti dei grilli.